Accanto al Superbonus, il bonus barriere architettoniche al 75% ha coinvolto molte famiglie, spesso con persone fragili, che oggi si trovano con lavori sospesi o crediti difficilmente utilizzabili dopo lo “stop cessioni” generalizzato.
Il bonus barriere trova il suo fondamento nell’art. 119-ter del DL 34/2020, distinto dal Superbonus ma spesso interconnesso con esso. Il DL 39/2024 ha ristretto ulteriormente le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per tutti i bonus edilizi, compreso il 75% barriere, salvo poche deroghe.
Chi ha avviato lavori confidando nella cessione rischia di trovarsi con interventi cruciali per l’accessibilità dell’abitazione, ma senza la copertura finanziaria sperata. Questo produce un danno non solo economico, ma anche sociale e sanitario. Inoltre, la coesistenza di Superbonus ed altri incentivi nello stesso immobile può generare confusione nel calcolo dei massimali e nella gestione dei crediti.
Invito i soci che hanno interventi per barriere architettoniche bloccati o non conclusi a raccontare la propria situazione indicando: tipo di intervento (ascensore, servoscala, adeguamento bagno, ecc.), stato dei lavori, aspettative iniziali di cessione o sconto. Possiamo così individuare i casi in cui è ancora realisticamente possibile detrarre in dichiarazione, valutare ipotesi di utilizzo pluriennale del credito e segnalare, a livello associativo, le situazioni più gravi da portare all’attenzione istituzionale.