Condensa e muffa dopo i nuovi serramenti: cosa osservare prima di intervenire

Finestre nuove, meno spifferi, eppure al primo freddo compaiono gocce sui vetri o macchie negli angoli. È una situazione da capire con qualche dato in mano, prima di accettare spiegazioni sbrigative o spendere altri soldi.

La sostituzione dei serramenti può cambiare il ricambio d’aria dell’abitazione. ENEA segnala che, soprattutto quando si interviene sulle finestre senza isolare le pareti, una ventilazione insufficiente può favorire condensa e muffa sulle superfici interne più fredde. È un rischio possibile, non la diagnosi automatica di ogni macchia. Il riferimento è nelle linee guida ENEA sulla riqualificazione degli edifici, sezione dedicata ai serramenti, pagina 28.

Un piccolo diario aiuta il sopralluogo

Per alcuni giorni, senza rinviare una segnalazione necessaria, raccogliete queste informazioni:

  • Dove compare il fenomeno: vetro, telaio, bordo della finestra, angolo tra parete e soffitto, zona dietro un mobile.
  • Quando compare: al mattino, dopo la doccia, durante la cottura dei cibi, dopo una pioggia o soltanto nelle giornate più fredde.
  • Temperatura e umidità della stanza: se avete uno strumento per misurarle, annotate ora e posizione della misura. Un dato isolato descrive solo quel momento.
  • Uso del locale: riscaldamento, numero di persone, apertura delle finestre, eventuale biancheria stesa all’interno.
  • Ventilazione presente: aspiratori, bocchette o VMC, cioè ventilazione meccanica controllata; indicate se funzionano e quando sono stati controllati i filtri.

Scattate fotografie datate, sia ravvicinate sia dell’intera parete. Una foto troppo stretta può impedire di capire dove si trova la macchia. Raccogliete anche le immagini precedenti ai lavori, se disponibili.

Le verifiche da chiedere al tecnico

Portate al sopralluogo il diario e la documentazione dei serramenti. Chiedete che il riscontro consideri il ricambio d’aria, le temperature delle superfici, i raccordi tra finestra e muratura e l’eventuale presenza di infiltrazioni. Un ponte termico è una zona attraverso cui il calore passa più facilmente rispetto alle parti circostanti: può essere uno degli elementi da valutare.

Se viene proposta una termografia, fatevi spiegare quali condizioni servono per eseguirla e quale domanda deve risolvere. Se viene proposta una VMC, chiedete una valutazione dell’abitazione e delle portate necessarie. Un preventivo, da solo, non individua la causa del problema.

Nel frattempo seguite le istruzioni di ventilazione e manutenzione ricevute; non ostruite le aperture previste per la sicurezza degli impianti e non improvvisate fori nei serramenti o nel cappotto. Il ruolo del ricambio d’aria è illustrato anche nella guida ENEA sulle tecnologie per il riscaldamento e la ventilazione.

Il riscontro da chiedere è semplice: quali fenomeni sono stati osservati, quali cause sono state verificate e quale intervento viene proposto per ciascuna causa. L’attribuzione di eventuali responsabilità richiede poi l’esame del progetto, della posa e delle condizioni d’uso; non si ricava dalla sola fotografia.

Per confrontare le esperienze sul forum, descrivete anche stanza, stagione e punto in cui compare il problema. “Ho la muffa dopo il Superbonus” racconta il disagio; questi dettagli aiutano a formulare domande più precise.