Il DL 39/2024 (“decreto Giorgetti”) e la sua conversione hanno introdotto un ruolo più incisivo dei Comuni nei controlli sugli interventi agevolati, con possibili riflessi diretti sui beneficiari e sui crediti già maturati.
Il decreto interviene nuovamente sugli artt. 119 e 121 del DL 34/2020, limitando l’accesso alle opzioni alternative per chi non ha avviato i lavori entro termini precisi e rafforzando la filiera dei controlli tecnico-amministrativi. È prevista una cooperazione più stretta tra Agenzia delle Entrate ed enti locali, in modo da incrociare dati urbanistici, titoli abilitativi e fruizione dei crediti.
Per gli esodati questo significa che eventuali criticità urbanistiche o edilizie, magari “dormienti” da anni, possono riemergere in sede di verifica, anche a lavori ultimati. Gli accertamenti potrebbero fondarsi su rilievi tecnici comunali che l’AdE farà propri per contestare la spettanza del beneficio. Vi è anche un tema di disomogeneità territoriale: non tutti i Comuni hanno le stesse risorse e competenze, con il rischio di interpretazioni difformi.
Propongo a chi riceve controlli o richieste documentali dai Comuni, in relazione a Superbonus e altri bonus, di aprire un thread descrivendo: contenuto della richiesta, termini di risposta, eventuale coinvolgimento di tecnici o consulenti. Suggerisco di non sottovalutare queste comunicazioni: vanno gestite con cura, con il supporto del tecnico che ha seguito la pratica e, se necessario, di un consulente fiscale o legale, per evitare risposte incomplete o contraddittorie che potrebbero essere usate contro il contribuente.