Fra le poche finestre rimaste aperte nel sistema dei bonus edilizi, quella delle zone colpite da eventi sismici è la più significativa: per questi territori il Superbonus al 110% sopravvive ancora, con opzioni di cessione e sconto che altrove sono ormai precluse. Ma le condizioni sono stringenti e la documentazione tecnica indispensabile.
La norma di riferimento
- Art. 119, commi 4-ter e seguenti, DL 34/2020, come integrato e prorogato da DL 95/2025 (Decreto Omnibus) conv. L. 118/2025
- Normativa speciale di ricostruzione post-sisma: ordinanze commissariali, decreti attuativi del Commissario Straordinario per la Ricostruzione
- Coordinamento con le disposizioni sull’utilizzo dei contributi pubblici per la ricostruzione (DL 189/2016 e ss.mm.ii. per il cratere del Centro Italia; normative analoghe per altri eventi)
Chi può accedere al 110% in zona sismica nel 2026
Per rientrare nella proroga al 110% riservata alle zone sismiche devono sussistere contemporaneamente le seguenti condizioni:
- Ubicazione dell’immobile in un Comune incluso nei territori per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito di evento sismico, con riferimento agli elenchi ufficiali (allegati ai DPCM di dichiarazione dello stato di emergenza e aggiornamenti commissariali)
- Connessione dell’intervento con l’evento sismico: i lavori devono riguardare la ricostruzione, riparazione o miglioramento sismico dell’immobile danneggiato, con nesso causale documentato
- Rispetto delle finestre temporali: le spese devono essere sostenute nei periodi indicati dalla normativa di proroga specifica (verificare il testo aggiornato del DL 95/2025 per le date esatte applicabili al proprio caso)
- Coordinamento con il contributo pubblico: l’immobile che ha già beneficiato di un contributo per la ricostruzione può accedere al Superbonus solo per la quota di spesa eccedente il contributo stesso
Come funziona il coordinamento tra contributo e Superbonus
Questo è il punto tecnicamente più delicato e la fonte principale di errori.
Esempio pratico:
- Costo complessivo lavori di ricostruzione: 200.000 euro
- Contributo concesso dall’Ufficio Speciale Ricostruzione: 120.000 euro
- Quota a carico del privato: 80.000 euro
- Su questa quota (80.000 euro) può essere applicato il Superbonus 110%, con detrazione teorica di 88.000 euro
Attenzione: se il contributo copre il 100% delle spese, non c’è margine per il Superbonus. Se il contributo è parziale o non ancora concesso, la situazione va analizzata con cura perché i tempi di erogazione del contributo possono non coincidere con quelli dei pagamenti ai fini del bonus.
Cessione e sconto in fattura in zona sismica: sono ancora possibili?
La proroga al 110% per le zone sismiche non comporta automaticamente la riapertura illimitata di sconto e cessione. Occorre verificare:
- Se l’intervento rientra in uno dei casi eccezionali in cui l’art. 121 DL 34/2020 consente ancora le opzioni alternative (verificare con attenzione il testo aggiornato post DL 39/2024 e DL 95/2025)
- Se il soggetto beneficiario è una persona fisica, un condominio o un ente (le regole possono variare)
- Se i titoli abilitativi e le delibere soddisfano i requisiti temporali delle deroghe “lunghe” (ante 17 febbraio 2023) o si tratta invece di un’eccezione specifica per le zone sismiche
In sostanza: non dare per scontato che la zona sismica garantisca automaticamente la cessione. Va verificato caso per caso.
Documentazione tecnica indispensabile
Per accedere correttamente al 110% in zona sismica ed essere pronti a qualsiasi controllo:
- Perizia tecnica del professionista strutturista che attesta il nesso causale tra evento sismico e danni all’immobile
- Provvedimento di concessione del contributo (se già rilasciato) con indicazione dell’importo coperto
- Piano di ricostruzione approvato dall’Ufficio Speciale o dal Comune
- Titolo edilizio (in zona sismica spesso si tratta di permesso di costruire per la ricostruzione)
- SAL e asseverazioni del tecnico strutturista/asseveratore Superbonus
- APE ante e post intervento (la ricostruzione spesso parte da classe G o F e arriva a classi alte)
- Comunicazioni agli Uffici Speciali Ricostruzione e relative ricevute
- Documentazione bancaria dei pagamenti (bonifici parlanti)
Rischi e criticità da monitorare
- Doppia agevolazione vietata: non è possibile agevolate la stessa quota di spesa sia con contributo pubblico che con Superbonus. I controlli incrociati AdE/Commissario sono frequenti.
- Problemi di tempistica: il contributo può arrivare dopo che le spese sono state sostenute. In questi casi è necessario rideterminare retroattivamente la quota agevolabile e potrebbe essere necessario un rimborso parziale o una rettifica della comunicazione AdE.
- Interventi non connessi all’evento: se nell’ambito della ristrutturazione si eseguono anche opere non legate al sisma (es. ampliamenti, migliorie estetiche), queste non rientrano nel perimetro della norma sismica e vanno gestite separatamente.
- Varianti in corso d’opera: ogni variante al progetto approvato deve essere comunicata agli uffici competenti; varianti non comunicate possono compromettere la legittimità dell’intera agevolazione.
Cosa fare in concreto (percorso operativo)
- Verificare se il Comune è nell’elenco ufficiale dei territori colpiti: consultare i DPCM di dichiarazione dello stato di emergenza e gli allegati alle ordinanze commissariali del proprio cratere
- Acquisire dal progettista strutturista una relazione scritta che attesti:
- il nesso causale tra evento sismico e danni rilevati
- la tipologia di intervento (riparazione con miglioramento / ricostruzione) e il suo inquadramento normativo
- Richiedere all’Ufficio Speciale o al Comune conferma dello stato della pratica di contributo e dell’importo concesso o concedibile
- Coordinare il piano economico con il commercialista: stabilire esattamente quale quota di spesa va al contributo e quale al Superbonus, evitando sovrapposizioni
- Verificare la percorribilità della cessione/sconto con un professionista che conosca sia la normativa sismica che quella dei bonus edilizi
- Conservare tutto in fascicolo digitale: la complessità di questi interventi li rende particolarmente esposti a verifiche prolungate nel tempo
Livello di certezza: Il principio della proroga al 110% per le zone sismiche è certo, essendo espresso chiaramente dalla norma. L’applicazione al singolo intervento è da verificare caso per caso, per la complessità della documentazione tecnica, del coordinamento con i contributi pubblici e delle condizioni di accesso alla cessione/sconto.